Laurea Abilitante Medicina: di cosa si tratta esattamente?

Fare il dottore ai tempi del Covid-19 porta a vivere cambiamenti significativi, in tutti i sensi. Come l’arrivare a esercitare la professione in tempi minori, grazie all’introduzione della laurea abilitante medicina.

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Il decreto Cura Italia, predisposto dal Governo Conte, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 17 marzo entrando così in vigore. Il decreto legge nasce per far fronte ai danni economici – e non solo – causati dall’emergenza Covid-19, perciò contiene diverse misure a favore dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese. Tra gli interessati alle novità introdotte dal decreto, troviamo inoltre i neolaureati in medicina: per rispondere all’esigenza sempre più pressante di nuovo personale nelle strutture sanitarie, il governo ha introdotto infatti la laurea abilitante medicina. Andiamo a vedere esattamente in cosa consiste.

Laurea abilitante medicina: come funziona

Prima dell’uscita del decreto, il neolaureato in medicina doveva necessariamente passare l’esame di stato medicina per esercitare a pieno diritto la professione. L’esame si componeva di una parte pratica (il tirocinio) e una scritta (questa si teneva in due sessioni l’anno sotto forma di quiz con domande a risposta multipla).

Con l’introduzione della laurea abilitante medicina, invece, si mantiene l’obbligo del completamento del tirocinio (con annesso giudizio positivo al riguardo), abolendo però lo step riguardante la parte scritta dell’esame di stato.

Di fatto, come sottolineato dalle parole del ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, la nuova norma porterà a “liberare immediatamente sul Sistema sanitario nazionale l’energia di circa 10mila medici, fondamentale per far fronte alla carenza che lamentava il nostro Paese. Cogliamo questo momento di difficoltà per adeguarci per sempre e con positività anche alle esigenze di una società che cambia”.

Precisiamo comunque che, sebbene con l’entrata in vigore del decreto stesso entri istantaneamente in vigore anche la laurea abilitante medicina, ciò non vuol dire 10mila nuovi medici andranno all’opera nell’immediato, ma di certo la loro immissione sul campo sarà velocizzata rispetto a prima.

Al di là del preciso momento storico che stiamo vivendo, la decisione presa dal governo avrà delle ripercussioni a lungo termine: oltre a essere applicata già sui neolaureati che avrebbero dovuto sostenere l’esame di stato il prossimo 7 aprile, la nuova norma sarà valida anche al termine dell’emergenza Covid-19.

La relazione illustrativa del decreto Cura Italia spiega infatti che “la proposta è finalizzata a superare, a regime, il meccanismo dell’abilitazione all’esercizio professionale per i laureati in medicina e chirurgia attraverso l’esame di Stato”.

Cosa potranno fare i neolaureati abilitati?

Nonostante la misura della laurea abilitante medicina sia stata presa per fronteggiare la situazione Covid-19, i neomedici non verranno impiegati in prima linea nell’emergenza, dato che non avrebbero la preparazione necessaria.

Tuttavia, grazie ai sei anni del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, nonché grazie al tirocinio, i neolaureati abilitati potranno applicare le competenze apprese in più aree.

Nell’esattezza avranno modo di lavorare come personale ausiliario presso:

  • i presidi sanitari sul territorio
  • la Guardia medica
  • gli ambulatori dei medici di base

In alternativa potranno partecipare ai bandi di concorso disposti dalle aziende ospedaliere e dalle Regioni per lavorare nelle cosiddette strutture pre-triage, le quali si trovano fuori dagli ospedali e “servono per gestire in sicurezza i soggetti positivi”, così come è stato detto da Angelo Borrelli, capo del Dipartimento della Protezione civile. All’interno di queste strutture i neomedici svolgeranno turni di guardia ed eseguiranno i tamponi.

Cosa non potranno fare coloro in possesso della laurea abilitante medicina, invece? In breve non avranno modo di svolgere i compiti di rianimatori, anestesisti, dottori di medicina d’urgenza, in quanto per questi ruoli è richiesta una specializzazione insieme a una notevole esperienza sul campo.

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Diventare medico: cosa non cambia

Precisiamo che, per arrivare alla laurea abilitante medicina, chi si chiede come diventare medico dovrà comunque seguire questi step in futuro:

  • Superamento del test ammissione medicina
  • Conseguimento della laurea in Medicina e Chirurgia
  • Completamento del tirocinio con giudizio positivo

Grazie alla riforma varata dall’ex Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli nel 2019, si è fatto sì che gli studenti delle Università di Medicina potessero svolgere il tirocinio trimestrale già durante il corso di studi, ma solo a partire dal quinto anno.

Il tirocinio si svolge un mese presso il reparto di Medicina, un mese presso il reparto Chirurgia e un mese presso l’ambulatorio di un medico di medicina generale. Dopo la conclusione di questa fase, il tirocinante ottiene una certificazione di frequenza insieme a una valutazione relativa a ciascuno dei tre periodi.

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